Quadreria Fondazione CARIFE ➔ Sacra famiglia con San Giovannino

Dipinto

Identifier:
534
Se la qualità della stesura pittorica, alquanto impoverita, è inafferrabile ( ma si veda a questo punto Giovannucci Vigi 1984), da punto di vista macrostrutturale la tavola appare intessuta di ben evidenti motivi tizianeschi: i casolari sullo sfondo coi tipici tetti a spiovente, il San Giovannino che abbraccia l'agnello, la morfologia della frasca e dei panneggi. Jadranka Bentini (1984) segnala che al Kunst-museum i Berna è conservata un'altra tavola di soggetto e composizione quasi identici attribuita al pittore veneto intorno al 1550 vicino ai modi di Bonifazio Veronese (Natale 1978). L'esistenza di due tavole così simili fa supporre la derivazione da un archetipo tizianesco, riproposto dalla bottega nell'ambito di pittori come Francesco Vecellio (Bentini 1984) del quale si veda un opportuno confronto la Madonna col Bambino e il San Gioovannino del Museo di Castelvecchio di Verona. Nella tavola ferrarese il tono dimesso del gruppo sacro (benché accentuato dalla pulitura) suggerisce come modelli opere eseguite da Tiziano verso la fine degli anni Venti (Madonna col Bambino, San Giovanni e Santa Caterina, Londra, National Gallery; Madonna del Consiglio, Parigi, Louvre; in particolare Madonna col Bambino, San Giovannino e Sant'Antonio Abate, Firenze, Uffizi), dove è attenuata la compiaciuta, fastosa, esibita bellezza materiale in favore di un impatto visivo sommesso, non privo di accenti domestici, che favorisce più intimi e spirituali colloqui.; Se la qualità della stesura pittorica, alquanto impoverita, è inafferrabile ( ma si veda a questo punto Giovannucci Vigi 1984), da punto di vista macrostrutturale la tavola appare intessuta di ben evidenti motivi tizianeschi: i casolari sullo sfondo coi tipici tetti a spiovente, il San Giovannino che abbraccia l'agnello, la morfologia della frasca e dei panneggi. Jadranka Bentini (1984) segnala che al Kunst-museum i Berna è conservata un'altra tavola di soggetto e composizione quasi identici attribuita al pittore veneto intorno al 1550 vicino ai modi di Bonifazio Veronese (Natale 1978). L'esistenza di due tavole così simili fa supporre la derivazione da un archetipo tizianesco, riproposto dalla bottega nell'ambito di pittori come Francesco Vecellio (Bentini 1984) del quale si veda un opportuno confronto la Madonna col Bambino e il San Gioovannino del Museo di Castelvecchio di Verona. Nella tavola ferrarese il tono dimesso del gruppo sacro (benché accentuato dalla pulitura) suggerisce come modelli opere eseguite da Tiziano verso la fine degli anni Venti (Madonna col Bambino, San Giovanni e Santa Caterina, Londra, National Gallery; Madonna del Consiglio, Parigi, Louvre; in particolare Madonna col Bambino, San Giovannino e Sant'Antonio Abate, Firenze, Uffizi), dove è attenuata la compiaciuta, fastosa, esibita bellezza materiale in favore di un impatto visivo sommesso, non privo di accenti domestici, che favorisce più intimi e spirituali colloqui.;a cura di J.Bentini, La pinacoteca nazionale di Ferrara, catalogo generale. Nuova Alfa Editoriale, Bologna, 1992.
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Pittore Veneto