AGER - Presentato il progetto INNOVAPERO

Logo_AgerMartedì 24 maggio 2011 la Fondazione Carife il Dipartimento di Colture Arboree dell’Università di Bologna hanno presentato il progetto INNOVAPERO nell’ambito dei finanziamenti AGER.
La Fondazione Carife ha costituito insieme ad altre 12 fondazioni bancarie un’Associazione Temporanea di Scopo chiamata AGER per il finanziamento della ricerca scientifica. Questa associazione  ha un budget di 27 milioni di euro da destinare alla ricerca scientifica che è stato distribuito su 16 progetti.
Tra i progetti finanziati occorre segnalare il progetto INNOVAPERO “Innovazioni di processo e di prodotto per una pericoltura  di qualità - Management and crop innovations for high-quality pear production, che vede la Fondazione CARIFE in prima fila come sponsor dell’attività di ricerca. Il progetto ha ricevuto 2,5 milioni messi a disposizione da AGER.

Il progetto è coordinato dal Dr. Stefano Musacchi del Dipartimento di Colture Arboree dell’Università di Bologna - quale ente capofila.

Le istituzioni ferraresi sono bene rappresentate, infatti al progetto partecipano sia la Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra sia l’Università di Ferrara attraverso il Centro di ricerca Terra&Acqua Tech.

Il progetto si occuperà di molteplici aspetti della ricerca che andranno dalla protezione delle piante alla ottimizzazione della produzione e della qualità dei frutti nei frutteti e alle tecniche per il post-raccolta.

Al progetto partecipano in totale 8 istituzioni scelte sulla base di competenze specifiche e qualificate:

- Dipartimento di Colture Arboree UNIBO;

- Dipartimento di Protezione e Valorizzazione Agroalimentare DIPROVAL UNIBO;

- Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali, del Suolo e dell'Ambiente Agro-forestale -  Sezione di Coltivazioni Arboree DIPSA, UNIFI;

- Dipartimento di Agronomia ambientale e Produzioni vegetali DAAPV – UNIPD;

- Terra&AcquaTech. Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale, UNIFE;

- CReSO - Consorzio di ricerca, sperimentazione e divulgazione per l'ortofrutticoltura piemontese;

- Fondazione Navarra;

- CER - Canale Emiliano.

Il gruppo AGER è realizzato da una rete a cui hanno aderito per il momento 13 Fondazioni. Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Fondazione Cariparma, Fondazione Cariplo (capofila), Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Fondazione di Venezia, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Ager ha finanziato la ricerca nei comparti ortofrutticolo, cerealicolo, vitivinicolo e zootecnico. Dei 97 progetti ricevuti 16 sono stati quelli finanziati.

Hanno illustrato il progetto il Presidente della Fondazione Carife Dott. Piero Puglioli, il Presidente della Fondazione Navarra Dott. Pier Carlo Scaramagli, il Dott. Fabio Galli responsabile della sperimentazione della Fondazione Navarra, il Dott. Massimo Marchetti consigliere CARIFE, il Dott. Sergio Lenzi Presidente CARIFE, il responsabile del progetto finanziato Dott. Stefano Musacchi,  i responsabili di Terra e Acqua Tech UNIFE  Dott.ssa Elena Tamburini e Dott. Damiano Rossi.

 

La pericoltura è un settore ad elevato input tecnologico ed ogni attività richiede un elevato livello di conoscenze. La difesa sanitaria del pero presenta molteplici problematiche e tra queste possiamo ricordare la maculatura bruna (causata dal micete Stemphylium vesicarium) e la psilla (Cacopsylla pyri) che richiedono un elevato numero di trattamenti ad hoc e causano un aumento dei costi di produzione e un negativo impatto ambientale. Particolare attenzione occorre dedicare agli aspetti della tecnica colturale, come l’irrigazione, che deve essere differenziata a seconda delle combinazioni d’innesto utilizzate. Da un punto di vista tecnologico, è importante considerare che, nell’ambito della popolazione di frutti presenti sull’albero, il processo di maturazione si instaura con una certa scalarità. Risulta quindi importante la messa a punto di strumenti non distruttivi, che consentano di valutare con precisione la progressione della maturazione e che possano essere utilizzati per individuare popolazioni omogenee di frutti sulle quali approntare le strategie conservative più appropriate.

L’approfondimento delle conoscenze sui processi della maturazione, oltre che contribuire alla comprensione dei meccanismi fisiologici e biochimici che la caratterizzano, potrebbe apportare un contributo al miglioramento delle tecnologie conservative in fase di post-raccolta. Le pere, infine, sono difficilmente conservabili per lunghi periodi e il divieto di utilizzare prodotti, quali l’etossichina (in grado di controllare il riscaldo superficiale durante la conservazione), provocherà un incremento delle perdite.

Questo progetto si propone di aumentare la sostenibilità della filiera pero attraverso: l’individuazione di materiale resistente alle principali malattie come Stemphylium vesicarium e Cacopsylla pyri; l’ottimizzazione delle pratiche colturali come l’irrigazione; il miglioramento della qualità attraverso un accurato studio della maturazione delle pere in funzione delle tecniche colturali; lo studio di nuove tecnologie di conservazione in post-raccolta. Particolare attenzione verrà dedicata all’individuazione dei punti critici luogo la filiera al fine di proporre le soluzioni tecnologicamente più avanzate per garantire la redditività della coltura diminuendo l’impatto ambientale.

Il progetto si articolerà in tre linee di ricerca volte a perseguire tre obiettivi chiave ciascuno con un proprio Work package (WP): WP 1) sostenibilità delle produzioni; WP2) ottimizzazione della tecnica colturale; WP3) studio della maturazione e della conservazione del frutto. Le varie linee di ricerca sono articolate in diverse azioni, ciascuna delle quali basata sulle competenze apportate dai partecipanti al progetto. Ai tre WP se ne aggiunge un quarto per la Disseminazione WP4- La divulgazione dei risultati è prevista durante e al termine del progetto la divulgazione dei risultati.

 

Il progetto Innovapero si propone di affrontare le problematiche del miglioramento genetico con particolare attenzione ai meccanismi di resistenza alle malattie e alla tecnica colturale. Occorre infatti agire per aumentare la qualità lungo tutta la filiera produttiva, partendo da approcci molecolari, fisiologici, agronomici  e strumentali, che consentano di risolvere le criticità della specie e le limitazioni all’aumento degli standard qualitativi (gestione del carico produttivo, fisiologia dello sviluppo, della maturazione e post-raccolta, etc.) per soddisfare le esigenze sia del comparto produttivo sia dei consumatori.

Il programma si articola in tre fasi di un anno ciascuno. L’approccio alle diverse tematiche è collegato tra le varie unità operative.

Il progetto permetterà di trasferire tutta la tecnologia messa a punto alla filiera pero rendendola più sostenibile attraverso il controllo delle malattie e degli insetti e migliorando la qualità del prodotto attraverso una raccolta per classi di maturazione omogenee e l’aumento della conservabilità nel post-raccolta. Nel corso del triennio si terranno una serie di seminari con i ricercatori delle varie unità per sviluppare un’ampia discussione sul significato e sulla portata delle acquisizioni scientifiche.

Sul piano della trasferibilità verranno organizzate due conferenze di presentazione dei dati e di discussione delle possibili ricadute applicative con i potenziali utenti dei risultati medesimi cioè imprese frutticole, associazioni vivaistiche e associazioni dei produttori che dovrebbero trarre vantaggio dalle conoscenze acquisite dal Progetto.