Inaugurata la chiesa restaurata di San Martino Vescovo a Contrapo

Gli interni RestauratiSabato 5 novembre 2011 è stata inaugurata ufficialmente la chiesa di San Martino Vescovo a Contrapo, oggetto di un accurato restauro finanziato dalla Fondazione Carife. L'avvenimento è stato celebrato con una Santa Messa officiato dal Vescovo di Ferrara e Comacchio Mons. Paolo Rabitti.





Dati

Un momento della messa celebrata per l'inaugurazioneL’antichissima Pieve di San Martino di Contrapò, citata in documenti antecedenti l’anno mille, si trova all’ingresso del centro abitato e si sviluppa  secondo l’asse est-ovest, seguendo l’andamento della strada comunale ad essa prospiciente. L’edificio è a tre navate, di cui quella centrale culminante in una zona absidale di inusuale forma quadrangolare con coro e organo. L’ingresso principale è segnato nell’interno da un portone ligneo settecentesco sovrastato da un rosone derivante dal rifacimento ottocentesco della facciata. Lo spazio della navata laterale sinistra culmina con l’accesso alla sacrestia: qui due muri, distanti meno di mezzo metro l’uno dall’altro, separano una prima porta lignea seicentesca da un passaggio in muratura voltato a sesto acuto, testimonianza delle strutture superstiti del precedente edificio.


Tutta la chiesa è controsoffittata in arella e fu riaffrescata in seguito ai lavori di restauro della facciata del 1882.  Il campanile in stile romanico, esterno alla chiesa, è alto circa 20 metri. Nella chiesa si sono rilevate lesioni nella zona di chiave degli archi delle cappelle laterali e negli archi a tutto sesto tra la navata principale e le navate laterali, probabilmente dovute a cedimenti di fondazione resi ancora più evidenti dal disassamento di alcune colonne. Diverse lesioni sono inoltre presenti negli intonaci dei  controsoffitti in arella della canonica e della chiesa. L'apparato decorativo dell'interno, fortemente ammalorato, è costituito da elementi in stucco e decorazioni policrome a tempera, sia sulle pareti intonacate che sul soffitto in arellato (legato con corda di canapa alla struttura lignea secondaria), databili alla seconda metà dell’ottocento. Sotto questa superficie è presente un secondo strato di decorazioni a calce di epoca seicentesca. Un ultimo strato di decorazioni, di epoca tardo trecentesca, è riscontrabile nella parte più antica della chiesa, dove la muratura è bucata dall’arco a sesto acuto, in corrispondenza dell’accesso in sagrestia.

 

Azioni

L'affresco trecentesco ricollocato nella sua nicchia originale- consolidamento delle murature mediante interventi localizzati di ricostituzione della continuità del paramento con la tecnica del cuci scuci

- consolidamento delle strutture ad arco, anche in questo caso con ricostituzione della continuità del paramento murario, con iniezioni di malte speciali di legante idraulico

- sbarramento dell’umidità di risalita mediante taglio chimico, demolizione degli intonaci collabenti e sostituzione degli stessi con intonaci speciali traspiranti

- revisione  dell’impermeabilizzazione delle coperture, rimaneggiamento dei manti, revisione delle  orditure lignee sottostanti e del piano sottotegola in tutta la chiesa e della canonica

- consolidamento dei controsoffitti in arella più ammalorati della canonica e del soffitto della navata centrale della chiesa, con ripristino ed integrazione dei punti di collegamento alle centine di sostegno, consolidamento di eventuali parti di intonaco staccate

- velatura calibrata delle murature esterne

- pulitura della superficie pittorica con apposita Wishab per rimuovere il deposito di particellato carbonioso del fumo delle candele e quello atmosferico

- consolidamento e fissaggio della pellicola pittorica decoesa o sollevata e dei relativi strati d'intonaco sottostanti distaccati o danneggiati con iniezione di specifiche resine fluide a bassa concentrazione

- stuccatura delle fessurazioni con idonea malta da riempimento a base di calce e sabbia e, nel soffitto in arellato, con l’aggiunta di idonea percentuale di gesso integrazione delle parti mancanti e fortemente danneggiate dei dipinti con tecnica e materiale idoneo; integrazione degli elementi decorativi meno danneggiati con colori a tempera e ad acquarello per ricucire la tessitura decorativa originale

- evidenziazione della spazialità dell’abside attraverso l’abbassamento e il riposizionamento dell’altare in avanti, al centro della zona presbiteriale, e suo alleggerimento volumetrico

- recupero dell’antica pavimentazione in cotto sottostante il piano di calpestio e sua integrazione con nuovi elementi in cotto che recintano il disegno a terra e concludono la zona absidale

- inserimento di riscaldamento radiante a pavimento

- riposizionamento di una Annunciazione, opera affrescata di ignoto pittore del XIV secolo, depositato alla Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti in Ferrara sul muro più antico della chiesa

- illuminazione posizionata sulla verticalità degli elementi costruttivi, strutturali e non (pilastri e lesene), attraverso elementi minimali in alluminio e acciaio neri

- recupero della cappella d’inverno con inserimento di controsoffitto sospeso e canale di luce perimetrale

-inserimento di veletta in acciaio corten nel fondo della cappella battesimale, a nascondere una sorgente di luce diffusa