La collezione Sacrati Strozzi

Serlio, ProspettivaNata a Ferrara alla metà dell'800 per volontà del marchese Massimiliano Strozzi Sacrati, la Collezione Sacrati Strozzi contava, relativamente alle opere pittoriche, più di 400 pezzi.

Questi, espressione, nella maggioranza, della produzione di quella che il Longhi definì "Officina Ferrarese", ma anche di quella altre Scuole artistiche italiane, in tempi che spaziano dal '400 all'800, vennero poi trasportati dagli eredi di Massimiliano a Firenze, dove trovarono collocazione prestigiosa nel palazzo Strozzi di Piazza del Duomo.

Tra i pezzi più rappresentativi  le due "Muse" facenti parte di un ciclo di più pezzi, appositamente creato per lo studiolo del Duchi d'Este a Belfiore.

Un'altra opera di assoluto rilievo è la cosiddetta Pala Strozzi, acquistata da Massimiliano nel 1859 e venduta dal nipote ed erede omonimo nel 1882. Questa è una sorta di simbolo non solo del valore, ma anche della sorte della collezione, andata via via disgregandosi alla morte dell'ultimo rappresentante di Casa Strozzi Sacrati.

Della Collezione originaria, infatti, rimangono oggi a Ferrara solo 59 pezzi. Senza che fortunatamente sia andata perduta la sua peculiare caratteristica di rappresentare un lungo e felice periodo della cultura artistica e della sensibilità collezionistica della nostra città.

Un luogo speciale per i ferraresi

Catino absidale di Santa Maria in VadoChiesa tra le più amate dai Ferraresi, Santa Maria in Vado deve tale considerazione cittadina in parte al miracolo del 1171 quando del sangue schizzo fuori da un'ostia spezzata durante una messa,  in parte anche alla tradizionale e vivacissima vita sociale che da sempre anima la sua comunità parrocchiale. A ciò si aggiunga poi la notevole bellezza architettonica della sua struttura (un gioiello del Rinascimento estense) e di suoi interni, vera e propria galleria della pittura del Seicento, che fanno della Basilica una dei più interessanti e grandiosi monumenti religiosi di Ferrara.

 

Un grande restauro

Tale ricchezza artistica, nei primi anni '90, sembrava addirittura prossima al crollo, tanto che nel marzo del 1993 la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Ravenna ne raccomandò la chiusura al pubblico, a seguito di alcuni cadute parziali del tetto avvenute nei mesi precedenti.

In realtà già dopo la seconda Guerra Mondiale i parroci avevano avvertito la presenza di primi segni di degrado della copertura della Basilica, ma nessuna istituzione aveva deciso di affrontare le difficoltà tecniche ed economiche che un'opera generale di restauro avrebbe comportato.

La comunità ebraica a Ferrara

Dal 1100 circa, la storia di Ferrara si è intrecciata con quella della sua comunità ebraica, la quale ha fornito un grande contributo alla vita economica e culturale della nostra città.

I primi ebrei giunti a Ferrara presero dimora nell'attuale via Centoversuri. Mentre dal Quattrocento in poi la comunità si spostò nel triangolo urbano tra via Mazzini, via San Romano e via Vittoria, che nei secoli successivi sarebbe diventato il Ghetto di Ferrara.

Nel 1492 il Duca Ercole I d'Este accoglie gli ebrei sefarditi esuli dalla Spagna, rendendo così Ferrara il nucleo italiano di irradiazione della raffinata cultura sefardita verso tutto il Mediterraneo.

La comunità ebraica contribuisce in maniera determinante alla straordinaria esperienza rinascimentale ferrarese, attraverso studi e produzioni nel campo delle scienze, della tecnica  e della cultura umanistica.

Durante il dominio Pontificio a Ferrara, la Comunità ebraica viene confinata nel ghetto (dal 1624 al 1859). Nel corso degli ultimi due secoli, tra gli ebrei ferraresi spiccano personalità illustri nel campo delle professioni liberali e intellettuali, nella politica e nell'elaborazione delle nuove idee di sionismo.

Collaborazioni  

- Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara

- Associazione Nazionale Guida Legislazione Handicappati Trasporti (A.N.G.L.A.T) - Delegazione di Rovigo

- ULSS 18 Rovigo, la quale mette a disposizione  un'area per prove di guida automobilistica e i locali per il simulatore/valutatore

- FIAT Auto S.p.A.

 

Oggetto:

Il simulatore di guida ha lo scopo di misurare, mediante una sofisticata strumentazione elettronica assistita da computer, le capacità di forza residua di reazione agli stimoli visivi e sonori delle persone disabili sia agli arti inferiori, sia a quelli superiori.

 

Finanziamenti da parte della Fondazione:

previste complessivamente £ 50.000.000 (euro 25.822,84)

 

Erogazioni annuali: 

1999/2000      Lit.  30.000.000

2001             Lit.  20.000.000

 

Note:

La finalità di questo progetto è favorire ed agevolare il conseguimento della patente di guida da parte delle persone disabili, onde facilitare l'uso di automezzi opportunamente adattati e dare autonoma mobilità ai soggetti portatori di Handicap.

L'intervento della Fondazione ha stimolato anche il coinvolgimento della Direzione Piattaforma Disabili FIAT Auto.

Un servizio alle famiglie del Barco

Verso la fine degli anni '50 la creazione del grande polo chimico alla periferia settentrionale di Ferrara aveva portato alla costituzione di un nuovo quartiere, il Barco, nelle vicinanze degli impianti produttivi, dove trovarono alloggio centinaia di famiglie dei lavoratori impegnati nel polo stesso.

Nella maggior parte dei casi si trattava di famiglie con limitate risorse economiche, per le quali la Cassa di Risparmio di Ferrara si era già attivata attraverso la concessione di un mutuo di 200 milioni di lire all'Istituto Autonomo Case Popolari, al fine di finanziare la costruzione di appartamenti al Barco. A ciò poi si aggiunse, nel 1955, la realizzazione del cosiddetto "Villaggio Cassa di Risparmio", un complesso di 120 appartamenti per le famiglie più indigenti.

E' all'interno di questo progetto sociale che si avvertì l'esigenza di un asilo in grado di aiutare quelle giovani famiglie con figli piccoli.

 

Una scuola moderna

La scuola Pio XII nasce nel 1957 come dopo-scuola, e diventa subito uno dei punti di riferimento della vita sociale del neonato quartiere.

La Cassa di Risparmio decise di affidarne la gestione all'Istituzione Teresiana, un'associazione internazionale di laici di ispirazione cattolica, oggi presente in trenta paesi, che ha lo scopo di realizzare una promozione umana e una trasformazione sociale mediante l'educazione e la cultura.

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