1923 - 1949

Il periodo del primo centenario e della crisi bellica


Nel 1923 impegno finanziario della Banca per evitare la minacciata chiusura dell'Università di Ferrara.
Nel biennio 1924/25 viene finanziato parte del restauro del Castello Estense.
Nel 1925 viene offerto un contributo per il restauro dell'organo della cattedrale, e 350.000 lire per l'ospedale.
Viene stanziata un'elargizione a favore del Museo del Duomo (1928).
Concesso un sussidio all'Accademia delle Scienze Mediche e Naturali.
Nel 1932 la Cassa acquista 149 milligrammi di radium per l'ospedale S.Anna, come contributo nella lotta contro il cancro, soprattutto per quei cittadini che non si potevano permettere cure costose e moderne.
Nel 1935 la Cassa contribuisce al restauro del Palazzo di Ludovico il Moro.  Mentre l'anno successivo si impegna nel restauro della Chiesa di S. Agnese. Nel 1937 è la volta di Casa Romei.
Nel primo centenario, 1938, della fondazione della Cassa di Risparmio di Ferrara, l'istituto provvede al restauro e all'arredamento della Palazzina Marfisa d'Este.
Nel 1939, alla morte di Pietro Niccolini, ex sindaco di Ferrara e già presidente della Cassa, viene creato il Lascito Piccolini, ente morale col fine di favorire la beneficenza, la cultura e l'estetica urbanistica di Ferrara. Molte delle opere artistiche che hanno partecipato al Premio Niccolini sono state successivamente acquistate dalla Cassa.
Durante gli anni della II Guerra Mondiale, il calo dei depositi (ridottisi di nove decimi) e la crisi economica impediscono alla Cassa di mantenere alti livelli di impegno sociale e culturale, e i primi esercizi successivi alla fine del conflitto sono tutti impegnati alla ricostruzione locale.