1848 - 1890

Si sviluppa l'opera di assistenza ai bisognosi


Nella seconda metà degli anni cinquanta dell'800, viene raggiunta la cifra di 20.000 scudi di capitale di riserva. Da questo momento la banca può destinare tutti i suoi utili ad opere di beneficenza, che riunissero "i requisiti del sollievo delle classi povere, del decoro della città, e del progresso dell'industria, con l'incitamento al lavoro".
Tra i primi a usufruire di tali benefici, figurano la Società San Vincenzo de' Paoli e la Compagnia di Carità.
Nella relazione di bilancio del 1855 emerge anche la necessità di aiutare quei giovani intellettualmente dotati ma poveri.
Nel 1858 la Cassa eroga 1000 scudi a favore della casa di ricovero di Ferrara.
Nel 1865 vengono offerti i primi contributi economici per restauri e interventi conservativi  su vari monumenti della città.
Tra il 1868 e il 1870 vengono deliberate elargizioni per la decorazione della "Cella degli Uomini Illustri" in Certosa e per l'erezione del monumento marmoreo a Girolamo Savonarola.
Nel 1878 la Cassa offre un proprio contributo al monumento a Vittorio Emanuele II. È probabilmente il suo primo intervento nel contesto culturale cittadino.
Nel 1884, la nostra Banca eroga 2.000 lire a favore dei colerosi di Napoli, e altre 1.500 lire a La Spezia per il primo impianto di "cucine economiche", fondate a Ferrara dalla Società Operaia.
Nel 1888, 24.000 lire in sovvenzioni senza interesse per la ricostruzione e il risanamento di case cadenti o antigeniche.
Nello stesso anno inizia una continua attenzione alle esigenze dell'Arcispedale S.Anna.